Mondo: Donne rifugiate raccontano la loro storia in occasione dell'evento annuale Voices of Faith
05 marzo 2018

Un gruppo di giovani studentesse nel campo rifugiati di Dzaleka, nel Malawi. (JRS)

Roma, 5 marzo 2018 – In occasione della Giornata internazionale della donna (martedì 8 marzo), si riuniranno a Roma per l’evento annuale di condivisione Voices of Faith  relatrici e partecipanti di primissimo piano che hanno alle spalle esperienze straordinarie, per condividere le loro storie coinvolgenti e dibattere sul tema di quest’anno "perché le donne contano".

Voices of Faith si propone di dare maggiore risonanza alle voci di eccezionali donne di fede; tra queste, parleranno della loro esperienza di lavoro sul campo Elisa Orbananos Hernando, responsabile dei programmi regionali del JRS Grandi Laghi, e Joana Gomes, direttrice di progetto del JRS nel Ciad.

Elisa si è battuta perché fosse accordato accesso all’istruzione ai bambini rifugiati e offerto sostegno alle donne che hanno subìto violenza di genere; ha diretto progetti di cura pastorale e guidato complessi progetti in alcune delle più impegnative crisi a livello mondiale. Joanna lavora per ottenere migliori opportunità educative per le bambine, aiutare le comunità a vedere le donne in modo diverso, e mette in discussione in prima persona le tradizioni socioculturali e i ruoli di genere di un contesto in cui bambine e ragazze hanno opportunità limitate.

Per la prima volta, in collaborazione con il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, l'evento Voices of Faith sarà anche trasmesso in streaming direttamente da Roma all'Arrupe Learning Centre nel campo rifugiati di Dzaleka, nel Malawi.

All'evento dell'anno scorso , la dott.ssa Mireille Twayigira aveva raccontato la storia di come avesse superato tutte le difficoltà incontrate fuggendo dal genocidio del Ruanda e dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo, fino a laurearsi alla facoltà di medicina dell'Università dello Shandong, in Cina. Come ex studentessa rifugiata della scuola del JRS nel campo rifugiati di Dzaleka, Mireille è stata esempio di come l’educazione incida sulla vita degli sfollati, e si è battuta con tutte le forze perché fosse accordato l'accesso all'istruzione ai rifugiati.

Quest'anno ascolteremo direttamente dal campo le voci di rifugiate che sono allo stesso tempo forti modelli femminili. Le giovani donne del campo di Dzaleka sono davvero resilienti, appassionate e impegnate nel fare la differenza nelle loro nuove comunità come a livello globale. Si battono per un più ampio accesso di bambine e ragazze rifugiate all’istruzione, e le loro voci devono essere ascoltate.

Sentiremo le storie di giovani donne del campo, tra cui quella di Perfect Bazahica, rifugiata fuggita dal suo paese, il Burundi, dopo aver perso i genitori nel conflitto. Ora studia al campo di Dzaleka, ed è convinta che per ricostruirsi un'esistenza i rifugiati debbano avere accesso a un’istruzione di livello più elevato.

"Dzaleka è un posto in cui le persone più istruite e dotate possono perdere le speranze. La vita dopo la scuola secondaria è sempre difficile per le giovani come me. Se non si ha la possibilità o i mezzi per andare all'università, si finisce spesso col praticare la prostituzione, si rimane incinte o ci si sposa giovanissime".

Al JRS sappiamo che l’istruzione contribuisce a dare alle donne il potere di affermare i loro diritti e ottenere una maggiore protezione. Promuove inoltre una maggiore parità e una piena partecipazione in tutte le decisioni della loro vita, e migliora la situazione socioeconomica e quella dell'intera comunità. L’istruzione è sempre più una risposta importante in chiave umanitaria, tenuto conto che i rifugiati attualmente sfollati appartengono in media alla fascia di età dei 17-21 anni.

Nonostante la realtà dello sfollamento, le donne rifugiate come Mireille e Perfect stanno diventanto potenti agenti di cambiamento proprio grazie all’istruzione. In futuro potrebbero diventare leader di un processo di cambiamento nel mondo.







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Martina Bezzini
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