Globale: Lettera di fine anno del Direttore Internazionale del JRS
27 dicembre 2017

P. Smolich SJ con p. Arturo Sosa SJ, superiore generale della Compagnia di Gesù, a Roma, questo dicembre. (Isabelle Shively/Jesuit Refugee Service)

Cari amici,

La vera grandezza di una società si riconosce da come tratta i suoi membri più vulnerabili.

Se il Mahatma Gandhi dovesse valutare la nostra società in base al trattamento che ha riservato quest'anno agli sfollati con la forza, non le riconoscerebbe certo un voto tra i migliori. Eppure, nonostante il dilagare della xenofobia e la chiusura delle frontiere, esiste sempre un margine di speranza.

In un'udienza del febbraio scorso, Papa Francesco ha posto l'accento su quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati. La sua insistenza su questi verbi di azione coniugati alla prima persona singolare e plurale è un invito rivolto a ciascuno di noi a vedere sé stessi e gli altri parte di un unico "noi", a dispetto delle differenze. Dobbiamo accogliere, proteggere, promuovere e integrare; ed è proprio quello che il JRS ha fatto quest'anno.

Da Bruxelles a Bangkok, da Addis Abeba ad Amman, il nostro è stato un messaggio di accoglienza nei confronti di coloro che erano in cerca di sicurezza, di una nuova vita. Attraverso la campagna I Get You, il JRS ha cercato soluzioni per la costruzione in tutta la regione di una cultura di incontro e accoglienza dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti.

In questo 2017, il JRS non ha smesso di puntare sull'educazione, vista come via privilegiata per proteggere i bambini, dando loro motivi di speranza per il futuro. Abbiamo dato impulso a una scolarizzazione di qualità e incrementato i corsi di istruzione nel Ciad, in Afghanistan e in altri luoghi dove sono operativi progetti del JRS, oltre ad accrescere i programmi di formazione in Medio Oriente, Africa e Asia.

Promuovere le persone sfollate con la forza significa dare loro modo di acquisire una professionalità che assicuri tranquillità economica. Questo è ciò che fanno gli Arrupe Training Centres di Johannesburg e Pretoria (Sudafrica) in favore delle donne rifugiate da ogni parte dell'Africa. Tra i corsi offerti, quello per estetiste, informatica, e persino pasticceria francese – durante la mia visita di quest'anno ho assaggiato tutte e sei le specialità, e devo dire che erano davvero buone!

Mentre si riduce in tutto il mondo il numero dei respingimenti di migranti forzati, si fa più urgente la necessità di integrare i rifugiati nelle nuove comunità. Con il 60% dei rifugiati che ormai è insediato nelle città, l'opera di accompagnamento psicosociale svolta dal JRS svolge un ruolo fondamentale nell'aiutare rifugiati e richiedenti asilo a rifarsi una nuova vita nei contesti urbani in cui vivono.

Con il vostro sostegno, il JRS potrà porre in pratica questi quattro verbi. Insieme, saremo in grado di offrire dignità e speranza alle nostre sorelle e ai nostri fratelli nel 2018 e in futuro.

P. Thomas H Smolich S







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Martina Bezzini
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