Afghanistan: stanchi della guerra, i giovani vogliono solo pace e sicurezza
30 giugno 2011

Le ragazze rientrate nei loro villaggi non si lasciano sfuggire qualsiasi occasione si presenti, Herat, Afghanistan (Peter Balleis SJ/JRS)
A partire dal 2006, il gruppo si è impegnato nell'insegnamento di inglese, informatica, biologia e fisica a più di 3000 studenti universitari di Herat e Bamiyan.

Roma, 30 giugno 2011 – Sebbene la metà degli afghani sia in età scolare (il 68% della popolazione, ovvero la più alta proporzione al mondo), pochi hanno l'opportunità di andare a scuola.

Contrariamente alla reputazione di cui il paese gode nei media sia nazionali che internazionali, ovvero quella di scenario di guerra e violenza, la maggior parte dei giovani afghani sono stanchi della situazione attuale e desiderano un'esistenza "pacifica e sicura".

In effetti, secondo le cifre fornite dal Ministero dell'Interno, dei 33 milioni di afghani solo 10.000 sono ribelli. Eppure, questo 0,05 percento monopolizza l'interesse e le risorse della comunità internazionale.

"I bambini afghani sognano di avere un'istruzione" ha detto il direttore del JRS Afghanistan, Stan Fernandes SJ.

"La nostra missione è quella di dare voce  all'altro 99,5 percento che lotta per andare avanti e spera con tutto il cuore in un futuro migliore".

Insieme alla popolazione locale, "speriamo e preghiamo per la pace e la stabilità in Afghanistan. Nel frattempo, proseguiamo il nostro viaggio tra queste persone, raggiungendo quanti sono più esclusi. In questo nostro lavoro, riceviamo più di quanto potremmo mai dare. Siamo arricchiti e sommersi dall'affetto di coloro che beneficiano del nostro operato".

"Saranno giovani come noi a guidare il paese. Lo ricostruiremo facendo avverare i sogni delle persone. Questa generazione, che ha vissuto il conflitto e l'esilio, va rafforzata perché ne siano focalizzate le energie, l'entusiasmo e le potenzialità ai fini della pace e dello sviluppo in Afghanistan", ha detto una studentessa.

JRS, dopo cinque anni in Afghanistan

Un gruppo di gesuiti indiani è attivo in Afghanistan dall'aprile 2005 soprattutto nel campo dell'istruzione, e opera per il JRS. Il loro primo progetto è stata la trasformazione, passo dopo passo, della Herat Technical High School in un'istituzione modello per l'Afghanistan occidentale. Oggi sono 600 gli studenti che hanno la possibilità di formarsi in elettrotecnica o edilizia; attività che assicurano futura occupazione.

A partire dal 2006, il gruppo si è impegnato nell'insegnamento di inglese, informatica, biologia e fisica a più di 3000 studenti universitari di Herat e Bamiyan. Portare avanti formazione per insegnanti a livello intensivo rivolta al personale delle scuole superiori è un altro degli efficaci risultati ottenuti dal JRS ad Herat, Kabul, Bamiyan, Chagcharan e Daikundi.

Questo programma si prefigge di fornire agli insegnanti una conoscenza di base dell'inglese e formazione pratica nel campo della didattica. Tra i 1.600 partecipanti, ci sono insegnanti provenienti dalle scuole pubbliche e da istituti di formazione privati, nonché studenti dei college in cui si insegna didattica e delle facoltà universitarie di pedagogia.

Nell'ambito di un'altra iniziativa, in cui si opera con famiglie di rientrati nella cittadina di Sohadat, a 35 km da Herat, il JRS è stato impegnato nel fornire servizi abitativi, sanitari e di formazione professionale.

In questo contesto, il JRS ha gestito una scuola primaria beneficiando circa 200 bambini, dai 50 del 2009, e un ambulatorio che ogni settimana fornisce assistenza sanitaria di base a oltre 250 pazienti, alcuni dei quali viaggiano per miglia per giungere dai villaggi circostanti.

Oltre a sostenere programmi abitativi, il JRS ha istituito tre gruppi di auto-aiuto per le donne. Ciò ha rafforzato in loro la fiducia, aiutandole a farsi parte più attiva nella pianificazione di comunità e nei processi decisionali. Due gruppi hanno avviato degli spacci alimentari e un terzo un'attività di produzione di sapone, contribuendo così significativamente allo sviluppo della cittadina.







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