Nepal: ritardo negli aiuti uguale ad assistenza negata
24 marzo 2011

Vigili del fuoco affrontano le ultime fiamme nel campo Goldhap, Nepal, (DB Dhakal/ UNHCR)
"È stato uno spettacolo penosissimo. In mezzo a quelle baracche ridotte in cenere, a quei poveri utensili da cucina squagliati, i rifugiati rovistavano disperatamente nella speranza che qualcosa si fosse salvato...", spiega p. Amal.

Jhapa, 23 marzo 2011 – Il Servizio dei gesuiti per i rifugiati ha lanciato un appello perché si fornisca assistenza di emergenza dopo che due incendi hanno distrutto oltre 700 baracche in due campi rifugiati nel Nepal orientale. Nonostante non si siano avuti feriti gravi, si contano in più di 5.000 le persone rimaste senza tetto.

"Ha dell'incredibile che nello stesso giorno sia scoppiato un incendio in due diversi campi rifugiati. Stiamo raccogliendo dati sulle loro conseguenze, ma abbiamo estremo bisogno di aiuti economici per far fronte alle operazioni di soccorso programmate", ha detto il direttore del JRS Nepal, PS Amal, SJ.

L'incendio del campo di Goldhap sembra essere partito intorno alle 7 del mattino di martedì da una delle baracche. Grazie al forte vento, il fuoco si è diffuso rapidamente in tutto il campo sovraffollato, e in 90 minuti sono andate in cenere 512 delle 605 baracche.

"Mentre ci davamo da fare nel campo di Goldhap, ci è giunta notizia che anche il campo di Sanischare era in fiamme. In un primo momento non ci abbiamo nemmeno creduto. Il fuoco era partito da una delle baracche del settore B/2, e nel giro di 45 minuti ne sono andate distrutte 180", ha riferito p. Amal.

Sono rimasti senza tetto quasi 3.800 dei 4.355 rifugiati del campo di Goldhap, e 1.200 dei 12.590 ospitati nel campo di Sanischare.

Il campo di Goldhap

Nonostante il pronto intervento del personale del JRS Nepal, cui è seguito a breve quello dei pompieri, poco si è potuto fare per bloccare il disastro.

Sono andati completamente distrutti anche il Centro giochi per bambini e il Centro di incontro per i giovani gestiti dal JRS, oltre al centro medico diretto da Medical Doctors of Asia (AMDA) e tutte le attrezzature del Centro cure palliative del JRS. Fortunatamente è scampata al disastro la scuola del JRS, una struttura in mattoni e con il tetto in lamiera che ora ospita circa 3.000 rifugiati.

Si è prontamente istituita una commissione governativa per coordinare l'assistenza di emergenza, e una serie di ONG e agenzie delle NU hanno accettato di contribuire all'opera di soccorso. Essendosi il JRS e la Caritas fatti carico dei servizi educativi nel campo, si sono presi cura di 78 studenti che sosterranno un esame pubblico la prossima settimana. Il JRS fornirà agli studenti vitto e alloggio e il necessario materiale educativo.

Il JRS Nepal ha inoltre fornito generi alimentari di base a 3.800 scampati all'incendio, tra cui biscotti ad alto contenuto proteico per i neonati.

Soccorso

Una cinquantina di membri dei Centri giovanili del JRS, distribuiti in sei campi, si sono offerti volontari per la distribuzione di generi alimentari e altro materiale di prima necessità, in particolare agli anziani e ai malati e disabili, e le prestazioni di primo soccorso in collaborazione con l'AMDA.

La Croce Rossa ha fornito coperte, indumenti e materiale da cucina. L'AMDA ha istituito un centro sanitario temporaneo in un tendone di fortuna. L'LWF sta fornendo acqua potabile e attrezzature igienico-sanitarie, mentre il Programma alimentare delle NU si è impegnato a inviare razioni alimentari integrative.

Il campo di Sanischare

Quando i vigili del fuoco sono arrivati ormai era tardi: erano stati precedentemente impegnati nello spegnimento dell'incendio del campo di Goldhap. Anche a Sanischare il fuoco si è propagato senza alcuna difficoltà in quell'ammasso di baracche.

"È stato uno spettacolo penosissimo. In mezzo a quelle baracche ridotte in cenere, a quei poveri utensili da cucina squagliati, i rifugiati rovistavano disperatamente nella speranza che qualcosa si fosse salvato. Abbiamo aperto loro le nostre scuole come rifugio: era il minimo che potessimo fare. Non so quando questa gente riavrà nuovamente una casa, quando la vita tornerà alla normalità" – è sempre ancora p. Amal che parla.

"Nella scuola avranno un posto dove stare, riceveranno un pasto, ma ben pochi riusciranno a dormire al pensiero di aver perduto il frutto di vent'anni di lavoro. Per fortuna, lunedì scorso siamo riusciti a trasferire 151 alunni di dieci anni ai campi di Beldangi dove ce ne prenderemo cura di modo che possano sostenere l'esame pubblico in serenità".

Reinsediamento

Essendo in corso il reinsediamento di rifugiati bhutanesi in paesi industrializzati, si è deciso di unire a fine giugno il campo di Goldhap ai tre campi di Beldangi. Il prossimo gennaio, il campo di Sanischare dovrebbe accogliere rifugiati provenienti dal vicino campo di Khudunabari.

Stando a recenti dati statistici di provenienza governativa, sono stati già reinsediati in paesi terzi oltre 36.000 rifugiati bhutanesi. Di questi, la stragrande maggioranza – ovvero più di 31.000 – sono andati negli Stati Uniti, mentre Australia e Canada ne hanno accolti ciascuno 2.000. I restanti sono stati distribuiti tra Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito.

I rifugiati sono stati suddivisi in due categorie, privilegiando quanti erano disponibili al reinsediamento e quelli inclini al rimpatrio. Meno del 20 percento dei rifugiati bhutanesi iniziali ospitati nei campi del Nepal orientale non ha espresso interesse al trasferimento in un paese terzo – continuano perlopiù a sperare di poter rientrare a casa in futuro.

"Ci chiediamo quale tipo di riparo provvisorio l'UNHCR (Agenzia delle NU per i rifugiati) fornirà ai rifugiati. L'incendio del campo di Goldhap è stato immenso, e altrettanto grave sarà l'impatto sulle vittime. I soccorsi vanno forniti a questa gente indipendentemente dalla loro opzione per il reinsediamento", spiega p. Amal

Prima dell'incendio, il JRS forniva servizi educativi a oltre 30.000 rifugiati distribuiti in sette campi sparsi in tutto il Nepal orientale. Vi rientra l'educazione inclusiva nel contesto della formazione professionale e della formazione insegnanti a cura del JRS, come pure nell'ambito dei centri di assistenza ai bambini, ai giovani e ai disabili.

Clicca qui per sostenere l'opera di assistenza di emergenza del JRS Nepal.







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