Sri Lanka: ONG rifiutano di prendere parte a Commissione
29 ottobre 2010

La giustizia è un elemento essenziale di pace e riconciliazione sostenibili, Mannar, Sri Lanka nordoccidentale, (Peter Balleis SJ/JRS)
Preoccupa enormemente l'assenza di qualsivoglia norma a tutela dei testimoni.
Roma, 20 ottobre 2010 – Un gruppo di ONG internazionali – Human Rights Watch, Amnesty International e l'International Crisis Group – ha respinto l'invito del governo a comparire dinanzi alla Lessons Learnt and Reconciliation Commission (LLRC), definendo quest'ultima non attendibile.

In una lettera aperta alla Commissione, il gruppo ha dichiarato che avrebbe accettato di comparire dinanzi a un'entità genuinamente e credibilmente impegnata a conseguire un'assunzione di responsabilità e la riconciliazione nello Sri Lanka, precisando al contempo che l'LLRC è lungi dal perseguire un tale obiettivo.

A quanto sostengono le organizzazioni umanitarie, l'LLRC non soltanto difetta dei criteri fondamentali fissati a livello internazionale per poter svolgere inchieste indipendenti e imparziali, ma agisce anche sullo sfondo di un mancato impegno da parte del governo in fatto di lotta all'impunità e alle continue violazioni dei diritti umani. A dispetto di una serie infinita di rapporti su violazioni commesse nel paese, dalla fine del conflitto lo Sri Lanka non ha fatto alcun passo avanti nel trattare le spinose questioni che vi sono ampiamente riferite.

Va aggiunto che, secondo le ONG, l'LLRC è piena di difetti tanto nella sua struttura che nella sua pratica. Nonostante sia incaricata di indagare su ogni verosimile accusa di violazione dei diritti umani da parte di forze sia ribelli che governative, in particolare durante le ultime fasi del conflitto ha dimostrato di non avere alcun vero interesse a indagare su accuse mosse alle forze armate governative.
 
Difetto di indipendenza e protezione

Presupposto fondamentale per qualsiasi commissione di questo tipo è che i suoi membri siano indipendenti. L'appartenenza all'LLRC, precisa la lettera aperta, è lungi dal rispecchiare questo presupposto, avendo la Commissione accolto nella sua compagine alti rappresentanti di governo che hanno pubblicamente difeso la condotta dei militari accusati di crimini di guerra.

Preoccupa peraltro enormemente l'assenza di qualsivoglia norma a tutela dei testimoni, soprattutto in uno scenario che vede esponenti di governo etichettare come "traditori" persone che muovono accuse contro le forze armate.

A ciò si aggiunga che, pur essendo concluso il conflitto, il paese si trova sempre ancora a operare in uno stato di emergenza, con leggi che criminalizzano il discorso politico e nessuna seria indagine viene svolta nel caso di attacchi contro chi si azzarda a criticare il governo.

Ciò incide chiaramente sulla capacità della LLCR di condurre indagini credibili a fronte di presunte violazioni delle leggi nazionali e internazionali. Fintanto che non è garantita un'efficace protezione dei testimoni, nessuna organizzazione o singolo individuo potrà responsabilmente rivelare alla Commissione informazioni riservate.

Per la copia integrale della lettera, vedi: http://www.crisisgroup.org/en/publication-type/media-releases/2010/asia/sri-lanka-crisis-group-refuses-to-appear-before-flawed-commission.aspx






Press Contact Information
Mr James Stapleton
international.communications@jrs.net
+39 06 6897 7465